Chirurgia vascolare, venosa e linfatica

Dott. Camozzi Luca medico chirurgo vascolare

Dopo 15 anni dedicati alla trapiantologia in Italia, Europa e Stati Uniti, dalla fine degli anni novanta ho creduto ciecamente nella chirurgia endovascolare non invasiva arteriosa. Sono stato tra i precursori e ad oggi ho eseguito più di 4000 interventi endovascolari. Con questa importante esperienza nella chirurgia endovascolare arteriosa, ho potuto portare nell’ambito della flebologia innovative tecniche e metodiche mini invasive.
Questo lungo percorso mi consente oggi di eseguire ogni tipo di procedura chirurgica nella patologia flebologica adottando sia tecniche invasive che le seguenti tecniche mini invasive (endovascolari): EVLA (ablazione termica con Laser) – Closure Fast (ablazione termica con RadioFrequenza) – MOCA (ablazione non-termica meccano-chimica) – VenaSeal (ablazione non-termica con Cianoacrilato) – Total LAFOS (scleromousse della vena safena) – SFALT (tecniche Ibride laser e scleromousse).

Servizi di chirurgia vascolare, venosa e linfatica:

Visita vascolare con ecodoppler
Ecodoppler (tronchi sovraortici e carotidi, addome, e vasi degli arti inferiori)
Terapia sclerosante
Bendaggi compressivi
Telangectasie
Varicocele

Curare le Vene Varicose

Perché sottoporsi ad un trattamento chirurgico in presenza di vene varicose agli arti inferiori?

Qualora la terapia medica (farmaci flebotonici, elasto-compressione con calze, bendaggi elastici, massoterapia, calo ponderale, attività fisica) o la terapia sclerosante (quando eseguita con le corrette indicazioni) non sono state in grado di prevenire o limitare l’evoluzione della malattia varicosa e soprattutto delle sue complicanze (edemi-dermatiti da stasi-iperpigmentazioni-telangectasie-estensione dei gavoccioli varicosi-vene reticolari-varicoflebiti-trombosi venose profonde-ulcerazioni cutanee-sanguinamenti anche profusi) l’opzione chirurgica e’ assoluta.

L’opzione chirurgica ha l’obbiettivo di impedire il perdurare del reflusso venoso e la conseguente ipertensione venosa, che possono determinare le complicanze o aumentarne la gravità.

Le tecniche attuali sono molteplici e dipendono dal tipo di varici presenti, dalla loro estensione, dalle loro dimensioni, dalle condizioni cliniche del paziente (presenza di patologie concomitanti), dal suo stato clinico generale, ma soprattutto dall’expertise del chirurgo vascolare che deve saper utilizzare tecniche endovascolari oltre alle classiche invasive.

Le nuove tecniche chirurgiche non invasive, non richiedono anestesie generali nè loco-regionali (epidurale o spinale) ma semplici anestesie locali, alcune tecniche non richiedono alcun tipo di anestesia, altre richiedono una sedazione, tecnica utilizzata per l’esecuzione di esami diagnostici strumentali come la colonscopia.

La mini-invasività e la possibilità di usufruire  di tecniche anestesiologiche sempre meno aggressive, permettono di affrontare con sicurezza e ottima tollerabilità soggettiva l’intervento anche in pazienti in età avanzata.

* Per maggiori informazioni chiamare  +39 344 0642317 o scrivere a studiosinergiasrls@gmail.com

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