Molto spesso le persone mi chiedono “quanto dovrei pesare per andare bene?”, come se l’essere giusta fosse legato al numero che vedi su quella bilancia.
Un’altra domanda molto gettonata è: “quanti Kg dovrei perdere?”, perchè avere un obiettivo numerico sicuramente ci fa stare tranquille… ma non è l’unica cosa che conta perchè se raggiungo quel tanto agognato numero a discapito di salute ed energie non ho sicuramente fatto un buon lavoro.
Queste domande ci fanno capire come troppo spesso, in maniera semplicistica, usiamo il peso come metro di misura, ma è importante andare più a fondo: qual è la composizione di quel peso?
Un peso può cambiare perchè cambia il grasso, sicuramente, ma a volte perchè variano l’acqua oppure il muscolo e queste variazioni hanno significati profondamente diversi e vanno trattate in modo diverso
Infatti, te ne accorgi quando il peso aumenta e la donna ti chiede, con gli occhi lucidi e pieni di terrore, “sarà grasso o sarà muscolo?”.
Molto spesso mi trovo a spiegare che non conta solo il peso, ma ciò che conta davvero è da che cosa è composto questo peso.
VERISSIMO!
Tuttavia nella maggior parte dei casi il peso è un indice molto semplice e facile da misurare, che pertanto può essere di grande aiuto nel monitoraggio quotidiano.
Per capire a grandi linee come è il nostro peso possiamo affidarci al BMI (Body Mass Index) o Indice di Massa Corporea.
Per calcolare il BMI è sufficiente dividere il peso in Kg con il quadrato dell’altezza espressa in metri. Il valore che otteniamo ci permette di individuare in quale categoria rientriamo
– sottopeso (BMI<18,5)
–normopeso (BMI compreso tra 18,5 e 24,9)
–sovrappeso (BMI compreso tra 25 e 29,9)
–obesità (BMI>30)
Vediamo un esempio per capire meglio…

Questo indice, inventato nel XIX secolo da Quetelet (astronomo e matematico, esperto di statistica) e poi ripreso dal fisiologo Keys nel 1972, è stato per anni (e ancora oggi lo è!) uno strumento molto usato dalle compagnie assicurative per stabilire dei punteggi correlati al rischio di mortalità della persona. Infatti numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il rischio di mortalità diminuisce molto finché si rimane nella categoria di normopeso mentre aumenta nelle altre. Nella fattispecie nella categoria di sottopeso aumenta il rischio di mortalità soprattutto per malattie degli apparati digerente o respiratorio, mentre nelle categorie di sovrappeso e obesità il rischio aumenta esponenzialmente, soprattutto per malattie del sistema cardiocircolatorio, colecisti e diabete. (Bray, G.A. “Patho-physiology of obesity”. Am. J. Clin. Nutr. 1952)
Un altro modo molto utile (e un po’ più preciso!) per monitorarsi è quello di incrociare il valore del BMI con quello della circonferenza addominale, che è un parametro indicatore della quantità di grasso viscerale (tipo di grasso molto pericoloso per la salute!)
La circonferenza addominale (detta anche “sopraombelico”) può essere misurata a un paio di centimetri sopra l’ombelico (in base agli studi troviamo siti di misurazione che vanno dai 2 ai 5 cm: scegli una misura e usa sempre la stessa!). Se il valore della circonferenza addominale supera gli 88 cm nella donna o i 102 cm nell’uomo siamo statisticamente di fronte a un quadro di grasso viscerale alto, e quindi un quadro pericoloso per la salute!
Valori alti di circonferenza addominale rappresentano un grado di rischio aumentato anche a prescindere dagli altri valori (quindi per capirci normopeso con la pancia è comunque pericoloso!).
Invece per quanto riguarda il BMI è importante considerare che in alcune situazioni questo tipo di analisi potrebbe trarre in inganno se non contestualizzata, perché prende in considerazione il peso generico e non distingue quindi se è un peso grasso o un peso muscoloso (come può capitare ad esempio nell’atleta). E’ proprio per questo che, in mancanza di analisi più specifiche (ad esempio un test BIA per l’analisi della composizione corporea) puoi fare una disamina un po’ più precisa incrociando i due dati visti sopra.
– Un sovrappeso con circonferenza addominale alta sarà quasi sicuramente un sovrappeso grasso, con abbondanza di grasso viscerale e quindi un aumentato rischio!
– Un sovrappeso invece con una circonferenza addominale di valore normale sarà verosimilmente quello di un atleta o comunque di una persona con tanto muscolo, e quindi in questo caso non ci si deve preoccupare.

E’ necessario prima di tutto sapere quali sono gli strumenti utili per conoscere il nostro corpo. Solo così si è in grado di prendere le giuste scelte e le giuste azioni per arrivare all’obiettivo finale: raggiungere il proprio benessere femminile.
Per questo il mio consiglio è di trovare un Metodo professionale capace di consegnarti questi strumenti e accompagnarti nella giusta direzione.
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Daniela Messa
Specialista nell’allenamento femminile e ideatrice del Metodo Valore Donna
